
Michelangelo - Cappella Sistina
L’esperimento del LHC (Large Hadron Collider), dovrebbe cominciare oggi, se non sbaglio. In sostanza, servirà a capire se esiste il Bosone di Higgs, cosa origina la massa, se esistono altre dimensioni, varie altre cose.
Non finirà il mondo, naturalmente, come i fisici hanno ripetutamente spiegato, si tratta di interazioni tra particelle che avvengono normalmente nello spazio senza originare buchi neri e singolarità cosmiche in grado di mangiarsi i pianeti o i sistemi solari. Solo che nel nuovo acceleratore di particelle, le si potrà osservare.
La gente però ha dato fuori di matto. Ed è chiaro il perchè. In questo particolare esperimento, nelle sue valenze simboliche, non saranno solo le particelle, a collidere: la scienza andra infatti a collidere contro uno dei miti fondativi della specie umana, quello di radice ebraico-cristiana.
Non a caso il bosone viene anche chiamato particella-Dio, si va dicendo che “gli scienziati andranno a ricreare le condizioni della materia preesistenti al Big Bang”, si vuole insomma conoscere. Conoscere il segreto di Dio, il Pensiero di Dio. Si vuole ricreare l’universo o conoscerne i meccanismi primari. Si vuole cogliere il frutto dell’Albero Proibito. Naturale allora che questa arroganza porterà alla fine del mondo. O perlomeno alla nostra scomparsa. Il diluvio universale non ci era bastato? Ed ora eccoci a ficcanasare su quello che è successo prima del Big Bang. Spegnete il reattore e Penitenziagite!
Ok non ho resistito alla tentazione di scherzare, ma è comunque interessante come questo esperimento abbia smosso la terra sotto i piedi ad un mito così antico.
L’altra cosa inspiegabile per i più, nel mondo ottuso e pragmatico dei giorni nostri, è capire il perchè di questo enorme impiego di risorse impiegato per una conoscenza pura, senza applicazioni immediate. I più infatti vengono oggi istruiti sul fatto che la conoscenza di per sè è inutile, la cultura roba per illusi, l’arte un gioco, i giochi una perdita di tempo, la scienza pericolosa e basta e fatta da gente che non ha la minima idea di quello che fa. Curiosoni.
Naturalmente, la ricerca pura non deve avere uno scopo pragmatico immediato, eppure è la cosa più importante e più utile. Tralasciando di poter spiegare a questo mondo come sia di per sè importante, investire in essa, nella conoscenza dell’umanità, nella consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che è l’universo, rimane da spiegare che l’intero insieme delle scoperte più pragmatiche non esisterebbe se a qualcuno non avessero dato le risorse, tante risorse, per ricercare in modo totalmente disinteressato, che so, applicando elettrodi a rane morte, facendo scoccare inutili scintille. La stesa pennicillina è stata scoperta per caso.
Qui si tratta di comprendere la natura della materia. Se in un futuro avremo teletrasporto, comunicazione istantanea, se in futuro sapremo aprire varchi spaziotemporali e viaggiare in un altro punto della galassia, o solo se avremo un computer quantistico o scopriremo fonti di energia nuove (ma non posso nemmeno immaginare quante nuove conoscenze ne deriverebbero) sarà dovuto a questo tipo di esperimenti. Una nuova comprensione della materia, dell’energia, delle dimensioni esistenti e degli universi esistenti, della natura delle stelle, dell’origine della vita, può portare a una nuova consapevolezza e ad una nuova era dell’umanità. Non sono un ottimista tecnologico, però queste cose vanno ricordate.
Non dipende solo da questo, l’espansione della nostra consapevolezza, e sarebbe stupido pensarci. Avere inventato la bomba atomica prima che avessimo la coscienza necessaria per -non- usarla, è stato brutto. Ma non possiamo smettere di ricercare, di conoscere. Uno dei metodi migliori che abbiamo, è la scienza. E la scienza in tutti i campi, dalla fisica alla neurologia, ci fornisce strumenti, dati, che noi possiamo inglobare nel resto della nostra coscienza, per diventare migliori. Sta a noi non usare la scienza per involverci, bensì per evolverci.
Ok, la scomparsa del supporto si poteva prevedere, e si era prevista, già nel 1998. Per quanto riguarda la musica, ma in realtà è un fenomeno che come è ormai evidente sta coinvolgendo tutta l’informazione. Per supporto intendo quegli oggetti sui quali l’informazione veniva fissata, affinchè potesse circolare.