drive in forever

Tra le molte cose che vengono confuse e strumentalizzate, in questo periodo, c’è anche la “questione femminile”. Certo, quella vera e propria riguarda le donne la cui libertà di espressione viene ancora repressa, le donne che nel mondo vengono discriminate, violentate, mutilate, uccise.
Ma c’è anche una piccola questione femminile adesso in Italia, nel momento in cui l’immagine e l’identità femminile vengono usate, ancora una volta, allo scopo del mantenimento del potere (che sia esercitato da uomini o donne), e nel momento in cui sul corpo della donna si giocano battaglie (pseudo)politiche.
La confusione arriva al punto che gli stessi propagandisti e fautori di un immagine della donna limitata, riflesso di un immagine dell’uomo altrettanto mutilata e svilente, risultino come difensori della libertà sessuale, del progresso dei costumi e via dicendo.

A mio parere l’umiliazione cui sono state e sono sottoposte le donne sulle reti mediaset – spettacolo che, ora si sa, era rappresentazione ed emanazione della fantasia privata di Silvio Berlusconi – nulla ha che fare con la libertà sessuale e l’emancipazione della donna.
Se quasi in ogni trasmissione vengono mostrate nude, costrette ad eseguire indicazioni come fossero esseri da guidare a disposizione del conduttore è perché sono condotte davanti alle telecamere come schiave al mercato, non perché siano veramente padrone del proprio corpo. Poco conta che lo facciano per lavorare, per soldi, per fama o per altro. Il sistema di potere che, come in una catena di montaggio, dispone per l’umiliazione delle persone, tramite un sistema di premi e punizioni, è un meccanismo ben oliato che funziona, ed è pianificato dall’inizio.
E questo meccanismo non umilia solo le donne dello spettacolo, ma anche gli uomini, i giornalisti, ragazzi che stanno imparando a cantare costretti a fare i pagliacci, vecchi vip che hanno fatto il loro tempo ai quali viene dato un cappello da giullare e vengono fatti ballare e umiliati pubblicamente.

Tornando alle donne, se vengono negate come persone nella propria interezza è ancora una volta per soddisfare nevrosi (maschili o femminili), e concettualmente il loro essere nude non è affatto diverso dal portare un burka. Se ci pensate, è proprio la stessa cosa. Trovo altrettanto umiliante costringere (o determinare l’esistenza di una cultura che preveda e incoraggi) le donne a girare nude e a obbedire come sceme. Non a caso essere privati dei vestiti e costretti a rimanere nudi è una forma di violenza utilizzata nella tortura.
Intendiamoci. Va benissimo girare nudi. Il problema si pone quando le persone sono spinte a spogliarsi in un contesto di umiliazione e deprivazione di identità. Per esempio, in un campeggio per nudisti ci si va spontaneamente e la gente è contenta e libera, invece le donne costrette a sfilare nude in un campo di concentramento sono un altra cosa. E’ ovviamente un esempio estremo.

Il problema è che in un gioco privato donne e uomini si possono mascherare, spogliare, far finta di essere padroni e schiavi, fare quello che vogliono. Ma se tutto ciò è passato come modello reale dalle tv nazionali, in fascia diurna, quando la realtà viene ridotta a quella dimensione e non viene proposto nessun altro modello, nessun altra idea, si tratta di comportamenti che vengono imposti come standard.
Berlusconi ha imposto, come ci si poteva aspettare, una sovrapposizione del “fantastico” televisivo – del suo fantastico televisivo, sempre stato squallido e idiota – sulla realtà.
Che so, un conto è se io vedo un film dove le donne sono strafiche vestite di lattice che vengono dallo spazio e gli uomini sono eroi saltano sulle scarpe a molla di Paperinik. Ma se mi dimentico che è un film e scambio il film per la realtà, tanto che le donne poi si credono strafiche aliene e gli uomini si mettono a zompare per la strada, qualcosa di malato sta accadendo. Un conto è la fantasia erotica di una vestita da infermiera che sia sempre disponibile. Un conto è imporre ad una generazione di donne il modello secondo cui nella realtà di tutti i giorni devono conformarsi a quel comportamento, per avere successo.

Quindi io trovo giusto che le donne si siano ribellate e abbiano manifestato, questa settimana. Ma questo discorso va approfondito, perché è sottile il confine che separa lo scagliarsi contro questo fenomeno dallo scagliarsi contro le donne stesse che fanno televisione spogliandosi, o contro le prostitute.

Che vi sia astio verso chi guadagna tantissimi soldi prostituendosi, per esempio, tradisce semplicemente la frustrazione di non potere avere soldi e quindi l’odio per chi fa il salto in avanti utilizzando una “via più breve”. Ma chi si prostituisce paga anche caro, quello che guadagna. D’altronde anche un atleta può arrivare a guadagnare 100 volte un operaio, ma rischia anche di rovinarsi i legamenti o che gli scoppi il cuore.
Quindi se facciamo così, beh.. ci siamo cascati. Nel berlusconismo, nel craxismo. Nella politica che allarga sempre di più la forbice sociale tra ricchi e poveri, per poi alimentare il desiderio dei poveri di diventare ricchi, e nel contempo l’odio per chi riesce ad arricchirsi.
E quell’odio generato dalla crisi economica viene pilotato, è una strategia vecchia. Lo pilotò hitler prima contro i malati “parassiti” sociali, poi contro gli ebrei.
Da noi si sa, viene pilotato contro gli stranieri, come fossero colpevoli dei nostri guai, per la gente ora è normale pensare che dei problemi di cui noi siamo responsabili (e chi altro?) come la crisi economica, la mafia, il degrado delle periferie, la mancanza di lavoro, siano responsabili dei poveretti che vengono in Italia senza una lira.
La gente soffre la crisi economica, vive sotto pressione, può solo sperare in un colpo di culo per uscirne. I ricchi sono sempre più ricchi e girano per milano con auto piene di donne e cocaina.

Ora, questa particolare “dittatura del drive-in” sta portando a una strategia di un tipo nuovo, veramente squallido. Ridicolo, se vogliamo. Addirittura il bersaglio, o il capro espiatorio sociale-economico, stanno diventando le donne. Le donne stesse, o comunque queste donne immaginarie della fantasia televisiva e mediatica collassata sulla realtà.
Ci sono tutti gli aspetti tipici del fenomeno discriminatorio. In televisione manca poco che tirino alle soubrette le noccioline nella gabbia, come fossero esseri inferiori. Sistematicamente delle “pupe” vengono schernite e derise come erano derisi i neri, o gli ebrei.
A mio parere si stanno tirando le somme di un ventennio di propaganda in questo senso, da parte della televisione di Berlusconi, tanto che certe idee sono entrate pure nella testa della gente di sinistra: In europa facciamo solo ridere, coi nostri sorrisini sornioni, quando facciamo una battuta tipo “sì, come no, quella è arrivata lì facendo pompini”, anche solo perché è bella. E’ roba da ridere, pensano che siamo rincoglioniti. E hanno ragione.
Si è riuscito a fare tutto questo, a trasformare l’immagine della donna in un capro espiatorio, e per giunta in uno stato laico. Cioè questa distruzione e irregimentazione dell’identità femminile non avviene tramite la religione, ma tramite una malintesa e falsata emancipazione, e si tratta addirittura solo dell’estensione, dell’ipertrofizzazione della fantasia erotica di un singolo uomo, in tutto il paese, cosa che tra l’altro distrugge anche la complessità culturale dell’erotismo presente nella nostra cultura.

Quindi, quando vedo che all’interno della stessa legittima protesta contro tutto ciò ci si scaglia contro le prostitute o si fanno battute, io vedo che in realtà il berlusconismo è andato più a fondo di quanto pensassi. Vedo che quel meccanismo sta passando, la trasformazione delle stesse donne in capro espiatorio sociale.
Chiaro che sono contentissimo che ci sia stata questa manifestazione, che in gran parte evidenziava proprio il problema di cui stiamo parlando qui. Dico solo di stare attenti a non cadere nell’ennesima trappola dei quest’ideologia dominante. Perché finisce sempre che ogni volta, per contrastarla, ci cadiamo dentro come delle pere cotte. E finisce sempre, alla fine che Berlusconi si rafforza.

Qual’è la soluzione? Fare politica. Ma politica davvero. Per esempio: la ragione per cui io sotto casa ho bande di sudamericani ed egiziani che si prendono a coltellate, è economica. E’ sociale. Non è perché gli egiziani sono stronzi e i sudamericani ubriaconi.
Politica. Il craxismo è stato fallimentare, ci ha portato fuori dall’europa, sta aumentando la separazione tra le classi sociali e l’impossibilità di passare i confini tra esse. Da qui il fatto che le persone siano “disposte a tutto” per assaporare il mondo dei ricchi. E da qui l’odio/amore per chi riesce a fare il salto. E la svalutazione di tutto il resto, della cultura, di noi, di tutto.
Ed è stato sempre il craxismo, proseguito da Berlusconi, a portare al potere questa classe imprenditoriale senza scrupoli che stava nascendo nella “Milano da bere”, questa borghesia non illuminata che agisce solo per proprio interesse e sollazzo, impoverendo il paese.
Non è tanto il fatto che berlusconi è un coglione patentato fatto e finito. Il fatto è che ha la stessa politica di Craxi. E’ che quando va su la sinistra, continua la politica di Craxi. Non ne siamo usciti. Qualcuno dovrebbe parlarne.

Quello che sta subendo e ha subito l’immagine e l’identità delle donne italiane, è solo la creazione di un nuovo bersaglio per la rabbia sociale, di un nuovo spettacolo per gladiatori che eccita, stimola il desiderio e anche tutti gli altri sentimenti morbosi.
Ma sappiamo benissimo quanto sono pericolosi questi meccanismi, quando il potere si unisce al sentimento popolare nel profilare e condannare classi sociali, persone, etnie, comportamenti, generi. Sì, anche generi, guardate per esempio cosa accade alle donne nei paesi governati da un islam estremista. E la chiesa cattolica bruciava le donne sul rogo.

Per cui mi sembra che il ritorno del modello sessista abbia stavolta una natura diversa da quello che ci eravamo (o credevamo ci fossimo) lasciati alle spalle. Non è la rottura dei vecchi ruoli di uomo e donna nella famiglia, bensì la costruzione di un’immagine della donna tutta nuova, che non ha più nessun ruolo, neanche quello di madre e sposa che aveva nella famiglia tradizionale. Una donna-manichino, controllabile, prevedibile, da guidare. E quando una fantasia, che dovrebbe essere una singola fantasia (erotica in questo caso), esce dall’ambito della fiction e si trasforma in realtà, penso si possa parlare di psicosi collettiva.

Se ci si riflette, la professione di prostituta è in realtà rispettabilissima (certo se non si è cattolici fondamentalisti e non si pensa che sia peccato mortale), può essere considerato un brutto lavoro, ma la gente fa le cose più strane, anche lavori che potrebbero sembrare bruttissimi. E per qualcuno è addirittura un bel lavoro. Il punto è che le prostitute possono essere o non essere persone per bene, possono essere o non essere corrotte.
Se pensiamo che il fatto che una persona per lavoro venda prestazioni sessuali renda di per se questa persona comprabile, corruttibile a tutti i livelli, addirittura per forza infida, traditrice e mentitrice, facciamo un errore logico, psicologico e morale enorme.
Dietro queste posizioni, che si trovano ovviamente a destra (“come fate a crederle, è una puttana!”) o a sinistra (“in italia ci sono anche donne per bene!”) ci sono presupposti sessisti: sono soldi facili, ottenuti “ingannando”, perché si sa, è colpa delle donne che adescano i clienti, gli uomini italiani sono persone pure, ma non possono resistere al canto della sirena. E di una puttana non ci si può fidare, certo viene a letto con te “solo per soldi” ma andrebbe a letto con un altro subito dopo. Ma va?
Dietro questo argomento c’è un ginepraio di ipocrisia, in noi italiani, sessismo, invidia, bigottismo, fanatismo, semplice stupidità. Che dovremmo una volta o l’altra lasciarci alle spalle.
Una puttana non è necessariamente una schiava. Può recitare di esserlo se pagata per farlo, semmai. Ma poi torna persona libera. E’ un lavoro.
Invece, estendere il concetto di prostituzione fino a considerare quello il modello di comportamento femminile, è malato, è folle.
Andare avanti a capire queste cose non vuol dire andare verso la visione del mondo di berlusconi. La sinistra dovrebbe mettersi in testa che berlusconi e il suo modello non sono la cosa nuova e il futuro.

Risulta evidente, una volta fatta un po’ di chiarezza, che il punto non è essere una prostituta e il punto non è nemmeno un presidente del consiglio che va con le prostitute. Non è male di per sé, essere una prostituta, e non è male essere cliente.
Non è male fare il giornalista. Male è fare il giornalista corrotto. E male è corrompere un giornalista.
Se facciamo pulizia di queste idee distorte arriviamo a capire che una puttana potrebbe essere o non essere corrotta, come tutti. Che il fatto di svolgere una data professione non significa essere persone corrotte o ricattatrici. Se lo pensiamo di una professione, c’è un pregiudizio (in questo caso certamente di origine religioso).

Si capisce allora che il punto è un altro: uomini e donne, prostitute o giornalisti, avvocati e politici, così corrotti e stregati dai soldi e dal potere, dal sesso e dalla droga, da trasformarsi in manichini che fanno sempre quello che lui si aspetta. O che addirittura agiscono anche senza coercizione, prima ancora di una sua indicazione, solo per smania di compiacerlo.
E’ un comportamento psicotico di controllo, è narcisismo, ed è un abuso, è manipolazione delle persone e del proprio consenso, a tutti i livelli.

In ogni caso, la soluzione è tornare a ragionare da persone adulte, cercare la reale causa dei problemi, tornare a fare discorsi di economia, di politica, di rapporti internazionali, di filosofia, sociologia. Quella sul craxismo è una mia opinione, certo. Ma torniamo a discuterne. Se non lo facciamo, cadiamo nella trappola, rimaniamo in questo vortice psicotico, in questo mondo finto, e una volta che l’ultimo italiano avrà staccato gli ormeggi con la realtà, allora ci potranno portare dove vogliono.

Così accade nelle dittature. E la nostra dittatura sarà speciale, sarà.. drive in forever.

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