La Visione

Ma dico, lo sentite il vuoto, attorno a noi, tra noi? E lo sforzo necessario per esistere. Questa condizione ci trasforma in automi, o ci costringe a soccombere. Era chiaro negli anni novanta, che si stava andando verso questo. Allora sentivamo ancora che ci veniva strappato qualcosa, che stavamo varcando un confine lungo il quale venivamo spogliati, perquisiti, privati delle nostre armi, dei nostri effetti personali, dei nostri ricordi. Delle nostre emozioni.

Non voglio fare le solite lamentele, è solo per ricordaci dove siamo. Qui si soffoca. Le cose non hanno più significato, perchè noi non glielo diamo. Ci prendiamo il significato che ci dicono di prenderci. Che ci vendono. O meglio che ci vendiamo da soli, perchè siamo sempre noi, siamo noi il mercato e siamo i venditori, siamo noi il cibo e noi i creatori dei mostri che di esso si nutrono. Qui non esiste più nulla che sia un Noi. Siamo cibo. O se si vuole, batterie, come ci dicono i fratelli Wachowski.

La domanda è cosa ci è stato strappato. Tante cose, ma nella sostanza ci è stata strappata la Visione. Una visione d’insieme. Non abbiamo una nostra filosofia, non abbiamo un senso per noi nel mondo, e nell’universo.

Ci hanno convinto in vari modi che questa Visione non c’è, non esiste, non è importante. Che bisogna occuparsi dei propri affari. Dei propri affari e tirare avanti. Ma come mai, mi dico, come mai per quanto ci occupiamo dei nostri affari, per quanto tiriamo avanti, ci sentiamo sempre allo stesso punto? Perchè qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi traguardo raggiungiamo, fondamentalmente sentiamo di non aver raggiunto niente? Perchè ci sembra di non avere più il tempo?

Perchè infondo non è mai stato quello, il punto, non sono mai stati i nostri affari, il problema. Il problema è la Visione.

La nostra generazione non sta cercando una Visione, non sta cercando un perchè. Non ha un idea dell’Uomo e del suo destino. Almeno avesse un idea sbagliata, come dice la religione di Quelo del nostro amico Guzzanti. No, nemmeno quella sbagliata. Ci viene detto che non dobbiamo porci quel tipo di domande. Se uno si fa domande, non compra. Se non compra, l’economia non gira.

Ma cosa succede se non si ha una visione? Semplice. Non c’è aria. Non sto parlando dell’aria per i polmoni, di quella si può fare a meno. Si può vivere anche nello smog, ovvero il nostro corpo s’ammala, ma la nostra mente può vivere, può avere speranza. L’aria che non c’è è quella per le menti. Non c’è il mezzo di trasmissione delle idee e dei sentimenti. Tra le menti. Tra i cuori. Non c’è la sostanza che ci collega, e non è una sostanza fisica, è la materia immateriale in cui vivono le nostre coscienze.

I surrogati di questa Visione che ci propinano tramite la televisione e la politica, sono robaccia che sarebbe repellente per chiunque. E la rigettiamo, o vorremmo rigettarla. Ma non c’è un altra Visione. Per cui ci troviamo in questo posto dove l’aria è acida, abbiamo conati di vomito mentali, ci troviamo a parlare di queste trasmissioni televisive, anche. Perchè la mente senza Visione impazzisce.

Perchè la Visione è ciò che ci lega. E’ un quadro dentro il quale ognuno di noi acquisisce esistenza, significato. La Visione è il disegno entro il quale esisto io ed esistono le persone che conosco, che ci rende parte di una cosa. Se io posso amare, è grazie alla Visione collettiva. Se io posso vedere un altra persona, vederla veramente, è in una Visione. Per Visione intendo ovviamente non una sola idea ma un quadro, il più ricco possibile, di culture del tutto. Sì, del tutto. Di un senso di Noi. E del cosmo. Bisogna tornare a creare questo.

Per ora, abbiamo solo frammenti impazziti di visioni di altri, spesso create all’interno di aziende per venderci alcuni prodotti e servizi. Tutto lì. Frammenti di piccole, potenti visioni spesso create da artisti trasformati in pubblicitari. I cui sogni vengono estratti, in quanto preziosissima sostanza, per la creazione di piccole potenti visioni, mirate alla vendita di cose. Occhio, a mio parere tutte le energie delle menti e della fantasia che la nostra società produce sono oggi catturate dal sistema, e dirottate in questo modo, in primo luogo quelle degli artisti grafici, degli illustratori, dei designer.

Noi non la stiamo creando, questa visione. Al punto che io quando esco mi muovo in altri schemi. O meglio, ci si muove nell’assenza di significati, in un vuoto, in uno spazio simbolico abbandonato. Occupato dalla pubblicità o abbandonato al declino. E nei luoghi di interazione non esiste una visione, si sono solo cristallizzate e solidificate delle abitudini, nei locali, nei negozi, nei luoghi di ritrovo. Abitudini. In cui le persone recitano in ruoli prefissati, a volte da vecchie visioni che non sono mai più messe in discussione, mai più. A volte da nuovi schemi elaborati a tavolino da responsabili del marketing, progettisti dei comportamenti, e nei quali miliaia di giovani si riversano, come lemmings, facendo esattamente quello che ci si aspettava facessero. Intere generazioni deprivate della cultura di massa appena conquistata nel novecento. Allo scopo di renderli inerti. Non è nemmeno previsto, in nessuno, in nessuno di questi contesti, che una persona possa esprimersi. Se poi provasse ad esprimere un pezzettino di Visione, probabilmente gli farebbero il TSO.

Benissimo. Quindi bisogna andare controcorrente. Bisogna tornare a pensare, a costruire la Visione. I metodi e le conoscenze che nell’ideologia dominante non sono importanti, come la filosofia, sono proprio i primi che dobbiamo riconquistare. Dobbiamo ricominciare a costruire idee, magari qualcuno lo sta già facendo. Non per forza cose materiali, come ancora ci dice l’ideologia dominante. Idee. E per idee non intendo “un idea che spacca per un nuovo business”, o un nuovo servizio da lanciare sul web o un modo migliore per prevalere.

Perchè non è questione di tirare avanti, occuparsi dei nostri affari. Quello è un trucco. Possiamo ocuparci dei nostri affari fino alla morte. Senza la Visione, pensateci, una persona può creare il corrispettivo del David di Donatello, o della toccata e fuga in re minore di Bach, ma persino quella cosa cadrà nel vuoto. Perchè nessuno la vedrà, perchè in ogni caso non sarà importante, perchè anche chi stesse guardando, non la vedrà veramente, quell’opera. Perchè tra lui e l’opera non c’è aria, non c’è significato. Perchè a lui è stata messa un altra visione davanti, un altro programma, per fargli comprare una nuova automobile e per farli gettare via il cellulare per comprarne uno nuovo, perchè non ha soldi e per un sacco di altre ragioni. Quell’opera non sarà esistita, perchè non c’era una Visione pronta ad accoglierla. Beethoven sarà un individuo senza significato, eliminato ai provini di xfactor. Romeo non si innamorerà di Giulietta, perchè in realtà sono lontani, non c’è aria tra loro, i loro corpi possono sfiorarsi ma le loro anime galleggiano nello spazio siderale, senza mai incontrarsi.

Non so se sono riuscito a spiegarmi. Ma mi sembra questo a mancare, in questo inizio secolo. O almeno è una delle cose che mancano. E’ necessaria una rinascita in questo senso. Chi può lo faccia. Si metta a sparare cazzate, a far di filosofia. Qualsiasi cosa. Sparate. Con un po’ di fortuna, quelle cazzate diventeranno la nuova Visione.

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