L’analisi transazionale è una teoria psicologica molto interessante. Per saperne qualcosa di più rimando al link di cui sopra.
Quello che interessa a noi è il fatto che la matrice della transazioni tramite le quali ci relazioneremo con gli altri in età adulta hanno avuto origine nell’infanzia.
Nessuna psigologia può trascendere da questa semplice verità, l’importanza degli eventi dell’infanzia. Ma qui non si tratta solamente dei traumi, di eventi chiave. Si tratta di capire che le normali modalità di relazione che abbiamo quando siamo bambini costituiscono i programmi di base attraverso i quali interagiremo con gli altri da adulti.
Intanto consideriamo che gli affetti e specialmente l’affetto scambiato con le figure parentali, con gli agenti di cura primari, assume per il bambino una valenza molto maggiore che per l’adulto. Il mantenimento di un canale affettivo aperto con gli agenti di cure infatti è per il bambino una questione di vita o di morte, per ovvie ragioni. I terrori di abbandono che abbiamo da bambini sono delle cose da prendere molto sul serio, per esempio, come qualsiasi psicologo potrà insegnarci.
L’analisi transazionale ci fornisce uno schema di strutturazione della personalità, in funzione delle varie modalità con le quali avveniva la comunicazione con le figure parentali o comunque gli attori presenti nelle prime fasi della nostra vita.
Un’interazione, un’avvenimento relazionale singolo, come una domanda-risposta, è considerato una transazione. La transazione assume valenze diverse e la sua valenza è determinata a seconda di con quali stati stiano comunicando gli agenti della transazione. Gli stati li potete trovare nella wikipedia. Quelli fondamentali sono genitore, bambino, adulto.
Più transazioni possono venire a costituire un gioco.
Con molti distinguo e molti altri concetti, di fatto l’analisi transazionale si ferma qui, alla teoria dei giochi.
Quello che pensiamo è che i giochi siano a loro volta dei mattoni fondamentali per un livello successivo di interazione. Abbiamo chiamato questa nuova struttura dinamica. Una dinamica altro non è che un insieme di giochi, ovvero di strutture di transazioni, i quali possono avvenire con la stessa persona o persone diverse, possono essere brevi o anche durare giorni o mesi, ma il loro scopo è sempre lo stesso: stabilire un nuovo equilibrio energetico o affettivo, a partire da una condizione di disequilibrio, la quale a sua volta molto spesso viene indotta sempre attraverso dinamiche o all’interno di una dinamica più lunga o complessa.
Le modalità relazionali di un bambino infatti non si possono fermare alle singole transazioni, come può avvenire per un cagnolino. Egli cercherà delle strade, illusiorie o effettive, destinate a fallire o a funzionare, per raggiungere la ricompensa affettiva, se non è facile o è addirittura impossibile raggiungerla in altri modi.
L’insieme di tutte queste strategie, sono queste il bagaglio che ci portiamo nell’età adulta, i tracciati complessi che continueremo a seguire. Perchè sono i soli modi che conosciamo, per relazionarci con gli altri, per quanto ci dicano come potrebbe essere semplice, noi non ne conosciamo altri, e può essere un percorso molto doloroso e lungo farne a meno o anche solo esserne consapevoli.
Queste strategie sono quelle che chiamiamo le dinamiche, e sono uno strumento di analisi molto potente. Questa nuova struttura possiede molte proprietà.
Una delle più interessanti è il fatto che abbiano bisogno di azare la posta emotiva, per poter funzionare: infatti come spiegato in precedenza, ciò che spaventa un bambino e rappresenta una questione di vita o di morte, non ha più effetto nell’età adulta. Per replicare le condizioni di attivazione e di svolgimento delle dinamiche abbiamo quindi bisogno di situazioni molto più critiche di quelle che tollererebbe un bambino. Modalità di ottenere la ricompensa emotiva che possono apparire innocue se osservate in un bambino, possono diventare in età adulta processi molto più drammatici e a volte pericolosi.
Ciò non di meno, tramite l’analisi delle dinamiche che noi svolgiamo nella vita di tutti i giorni, e non durante un setting psicanalitico, possiamo arrivare a capire molte cose e persino quali fossero gli attori dello scenario infantile e le relazioni dell’attore-bambino con essi.
Questo in poche parole. Ci sarà modo di approfondire questo concetto in altri post.

